1920 a Flambro, quando la nostra storia ebbe inizio …

Il 7 marzo 1920, avanti al notaio Marchetti, 22 soci sottoscrissero l’atto costitutivo della “Cassa Rurale di S. Maria di Flambro”, espressione di una dimensione di cooperativismo creditizio-rurale che anche in Regione, stava maturando, sotto la spinta propulsiva di studiosi illuminati che si rifacevano al pensiero e all’esperienza di Wollemborg, di Luzzatti, di Reiffeisen. L’iniziativa nacque, quasi in sordina per iniziativa del sacerdote Enrico Da Ronco con il dichiarato scopo di aiutare la popolazione che, dopo l’immediato primo guerra, risentiva delle disastrose conseguenze del conflitto appena conclusosi. La prima presidenza fu affidata al socio Toneatto Pietro. La Cassa incomincio’ ad operare il primo luglio dello stesso anno.

Nel 1938 assunse la denominazione di “Cassa Rurale ed Artigiana di Flambro”.

L’attività della Cassa Rurale proseguì feconda, facilitando negli anni ’60, una maggiore meccanizzazione agricola.

1954 a Castions di Strada si inaugura la Cassa Rurale

el frattempo era nata anche a Castions di Strada una Cassa Rurale ed Artigiana che venne inaugurata il 7 marzo 1954. Era il periodo della ricostruzione e della trasformazione economica verso nuove forme di lavoro artigiano-industriale.

La funzione sociale ed economica di entrambe le Casse si manifestò in tutta la sua rilevanza, favorendo l’ammodernamento necessario alle migliorie richieste dalla Comunità e giocando un ruolo di supporto e mediazione per gli emigranti che con le loro rimesse contribuirono al rilancio dell’edilizia.

1975 fusione tra la Cassa Rurale di Flambro e di Castions di Strada

Nel 1972 le due casse rurali, quella di Flambro e di Castions di Strada, ravvisarono la necessità di fondersi in un unico istituto, per dare maggiore dinamicità, concentrare le risorse, stimolare il ritmo espansivo, proponendo un totale rinnovamento degli organi deliberativi, esecutivi e di controllo, con un cambio di mentalità.

Il 26 aprile 1975 i due presidenti del Consigli d’Amministrazione, Lionello Basello per la Cassa Rurale di Castions di Strada e Severino Cinello per la Cassa Rurale di Flambro, si riunirono alla presenza del notaio Luigi Udina che provvide a redigere l’atto di fusione.

La Cassa di Flambro si caratterizzava per una forte capacità di raccolta del risparmio sul suo territorio mentre la Cassa di Castions di Strada ed il suo territorio erano maggiormente orientati al credito. La loro aggregazione permise di raggiungere dimensioni di equilibrio necessari per perseguire la “mission” aziendale: fare buon credito sul territorio, in anni di sfide impegnative.

Furono anni difficili, quando nel 1978, a seguito di particolari situazioni di insolvenza, la banca subì il commissariamento.

Gli amministratori di allora, si spesero personalmente, mettendo a garanzia i propri patrimoni personali, per accedere all’allora neo costituito Fondo Centrale di Garanzia del Credito Cooperativo.

Il fondo mise a disposizione della Banca, attraverso un prestito a condizioni agevolate, la liquidità necessaria per proseguire la propria attività e mantenere l’autonomia e con la piena disponibilità del personale dipendente, il costante appoggio ed interessamento della compagine sociale, il Consiglio d’Amministrazione riuscì a ricreare un clima di serenità e fiducia nei soci e nella clientela, operando con impegno ed attenzione. Questa disponibilità e questa perseveranza, si concretizzarono in uno sviluppo repentino della Cassa, confermato dagli indici di crescita, registrati nei bilanci annuali.

Anni 80 e Anni 90

Gli anni 80 presentavano un quadro economico, caratterizzato da un aumento del costo della vita, da interventi governativi, da contraccolpi recessivi su attività artigianali, specie in campo edilizio, anche l’agricoltura, seppure in toni minori, fu anch’essa colpita, per il rincaro dei prezzi. La ripresa avvenne alcuni anni dopo. Erano, inoltre, gli anni dell’impegno per la riduzione del credito anomalo e per il lavoro di patrimonializzazione dell’istituto.

Nel 1984 la banca “mette radici in Castions di Strada” acquistando il terreno per la costruzione della nuova sede che viene inaugurata nel 1988.

Negli anni 90 le prospettive economiche e territoriali, il patrimonio costituito, le strutture organizzative e la professionalità, permisero alla Cassa Rurale ed Artigiana della Bassa Friulana, rinominata nel 1994 Banca di Credito Cooperativo della Bassa Friulana, di trasformarsi in “volano” per la crescita economica del territorio, per lo sviluppo dell’agricoltura, dell’artigianato, dell’edilizia, calmierando, riducendo il costo del denaro, gli effetti perversi delle recessioni economiche.

In quegli anni, assistiamo, sotto la guida dell’allora Presidente Ermenegildo Vaccari, all’apertura delle filiali nella Bassa Friulana partendo da Porpetto, Teor, Bertiolo, Muzzana del Turgnano, Bicinicco, Lavariano, Pocenia e Pavia di Udine, cercando, sempre di trovare, mantenere e consolidare “un legame sinergico” con i Comuni interessati.

Il nuovo millennio, crescita ed innovazione

Negli anni 2000 assistiamo all’ampliamento ed al consolidamento del “raggio d’azione” dell’Istituto, con l’apertura delle filiali di Codroipo e Palazzolo dello Stella, delineando una zona operativa compresa tra San Giorgio di Nogaro, Palmanova, Udine, Codroipo e Latisana.

Nel 2008, iniziano a farsi sentire i primi effetti della crisi finanziaria mondiale.

La Banca di Credito Cooperativo, risponde in modo proattivo, aprendo gli sportelli di Mortegliano e di Udine, ampliando, con questa ultima scelta, il proprio “baricentro operativo”, puntando sull’innovazione, installando a Lavariano e a Pocenia, sportelli bancomat “intelligenti”, ampliando e consolidando il ventaglio di prodotti da offrire ad una clientela con un profilo finanziario, sempre più evoluto.

Forte è l’impegno nella formazione finanziaria con continui eventi informativi, per un costante dialogo con la compagine sociale, base fiduciaria imprescindibile della solidità della sua attività.

Banca di Credito Cooperativo della Bassa Friulana alla vigilia dell’autoriforma

La Banca di Credito Cooperativo della Bassa Friulana, pur crescendo, non ha mai perso di vista i principi ispiratori del Credito Cooperativo e si è distinta in questi anni, per il suo costante operare a favore di uno sviluppo socio economico della Comunità.

Non va sottaciuta, inoltre, la sensibilità dell’Istituto nei confronti delle problematiche socio-culturali, che si concretizza con il sostegno annuale di oltre 250 associazioni che operano sul territorio, nell’ottica del principio ispiratore della politica della Banca, quale la mutualità e la responsabilità sociale, privilegiando i settori maggiormente bisognosi d’aiuto, indirizzando le risorse al mondo del volontariato, della scuola e dei giovani, seguendo i dettami della campagna promossa, in questi ultimi anni, “Scegliamo con il cuore”.

Degni di nota il supporto ultradecennale alla Misericordia, associazione che offre servizi per l’assistenza alla persona e di prevenzione sanitaria, il supporto alla Caritas Diocesana di Udine, per buoni spesa famiglie, la donazione, negli ultimi anni, dei defibrillatori a favore delle Associazioni Sportive, storicamente legate all’Istituto e, non da ultimo, la presenza costante a fianco delle iniziative sociali e culturali del territorio.

Ora la Bcc della Bassa Friulana è alla vigilia dell’autoriforma del sistema Cooperativo Nazionale, e, consapevole della sfida, si sta preparando al “terzo tempo”, compattando le forze, salda nelle sue radici identitarie di Banca di Comunità, ma disposta a cambiare “pelle”, per stare al passo con i tempi e, nel contempo, salvaguardare la sua “biodiversità cooperativa”, continuando a essere soggetto di forte riferimento per il suo territorio.